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2_Via de' Martelli
_ _ _ Itinerario Uno
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Passata la minuscola Via de' Gondi che introduce al Quartiere e alla basilica di San Lorenzo, Via Cavour prosegue verso sud nella Via de' Martelli, un tempo Borgo degli Spadai. A Firenze erano dette Borghi le strade che uscivano dalle porte dell'antica cinta muraria romana e qui, accanto alla basilica di Santa Reparata, si apriva appunto una "pusterla" (o "posterla", cioè porta piccola) verso nord. Nel Borgo degli Spadai, che proseguiva nella Via Larga degli Spadai, si era trasferito Martello Ghetti, iscritto all'Arte degli Armaioli e originario, come i Medici, del Mugello. Martello fu il capostipite di una famiglia che avrebbe fatto poi fortuna con il commercio della seta e dei broccati. Un certo Ugolino dei Martelli risulta iscritto all'Arte della Seta fin dal 1373 e fra i suoi discendenti si contano 40 Priori e 7 Gonfalonieri, forse anche per merito di una sincera devozione che li avrebbe legati per sempre ai Medici. Protettori di giovani artisti, ospitarono a lungo Donatello, che per loro scolpì molte opere oggi al Bargello e anche il famoso stemma recentemente acquistato dallo Stato. Anche Leonardo da Vinci abitò in una delle loro case e qui dipinse la Gioconda, ovvero Monna Lisa del Giocondo, che abitava nella vicina Via della Stufa. Nel tratto di strada più vicino a Palazzo Medici Riccardi ecco un affascinante complesso di edifici. Qui Giovanni Gori aveva fatto costruire nel 1351 un piccolo oratorio dedicato a San Giovanni, poi detto di San Giovannino per distinguerlo dal Battistero. Un'edificio di stile gotico, come si vede dai resti delle finestre su Via de' Gori. Qui veniva Giovanni de' Medici, figlio del Magnifico, che nel 1482, ancora adolescente, vi ricevette il cappello cardinalizio. Qui, nel 1536, fu nascosto per paura di rivolte il corpo del duca Alessandro assassinato da Lorenzino. San Giovannino degli Scolopi Anche la chiesa di San Giovannino degli Scolopi merita una visita. L'aspetto attuale è opera di Bartolomeo Ammannati che, secondo il suo desiderio, vi fu sepolto nel 1592 accanto alla moglie. L'Ammannati fu architetto e scultore: a lui si devono la poco felice statua del Nettuno in Piazza della Signoria ma anche lo stupendo Ponte a Santa Trìnita. La chiesa di San Giovannino è un buon esempio di architettura manierista fiorentina. La facciata, anch'essa su progetto dell'Ammannati, riprende il motivo michelangiolesco della doppia colonna incassata, ispirato al vestibolo della Biblioteca Laurenziana. Fu conclusa nel Seicento da Alfonso Parigi, e subì rifacimenti con il restauro realizzato nel 1843 da Leopoldo Pasqui. L'interno, di gusto già barocco con statue in stucco nelle nicchie, contiene un'interessante antologia di dipinti di scuola fiorentina del tardo Manierismo. Notevole, nella seconda cappella a sinistra, dove è il sepolcro degli Ammannati, una tavola di Alessandro Allori che raffigura "Cristo e la Cananea" (ca. 1592): nel San Bartolomeo si riconosce un ritratto dell'Ammannati e nella figura di donna all'estrema destra quello della moglie Laura Battiferri. Sulla navata destra troviamo invece una "Crocifissione" di Girolamo Macchietti (vicino all'ingresso) e un "San Francesco Saverio predica agli indiani" del pittore seicentesco Francesco Curradi. Prima di imboccare via de' Gori ed entrare nel Quartiere visitiamo Palazzo Medici Riccardi |
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