4_Via de' Gori _ _ _ Itinerario Uno
Il sagrato della 
Basilica dove spesso 
i turisti si fernano 
a riposare
Raffaello ritratto 
di Leone X de' Medici
Baccio Bandinelli 
statua di Giovanni 
delle Bande Nere
Lasciati alle spalle i Palazzi del Potere, entriamo nel Quartiere da
via de' Gori, la cui lunghezza è determinata a destra dal fianco di
Palazzo Medici e a sinistra dal Convento di San Giovannino. La strada
prende nome dalla famiglia de' Gori, originaria di Careggi, che nel
quartiere di San Lorenzo aveva acquistato case sia dalla parte di
Piazza Madonna che sulla Via Larga. Queste ultime, per volontà
testamentaria di Lando Gori, nel 1351 vennero incorporate in un
oratorio dedicato a San Giovanni Evangelista, a sua volta trasformato,
fra il 1579 e il 1661, nell'attuale chiesa, detta di San Giovannino per
meglio distinguerla dal vicino Battistero. Quanta importanza avesse
assunto il luogo lo dimostra il fatto che ogni anno il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista
patrono di Firenze, i Consoli delle Arti offrivano i ceri a San
Giovanni in una solenne cerimonia in Battistero, e subito dopo facevano
un'offerta anche a San Giovannino. Fatti pochi passi siamo già
sull'angolo dove si apre piazza San Lorenzo, con la Basilica e i banchi
del mercato artigianale della pelle lavorata. Fermiamoci solo per dare
un'occhiata alla grande statua di condottiero seduto che ci troviamo
davanti. Raffigura Giovanni de' Medici,
detto 'delle Bande Nere', l'unico della famiglia che si sia distinto
nell'uso delle armi. Personaggio valoroso e intrepido, Giovanni era
nato (col nome di Ludovico) a Forlì nel 1498 da Giovanni de' Medici e
da Caterina Sforza, che rimasta presto vedova volle ribattezzare il
figlio con nome del padre. Discendeva dal ramo cadetto della famiglia,
quello di Lorenzo il Vecchio, non sempre in buoni rapporti con i
cugini, eppure un figlio di Lorenzo il Magnifico, anch'egli di nome
Giovanni, lo volle nelle milizie pontificie non appena divenuto Papa
col nome di Leone X. In breve, il giovane Medici mostrò tutto il suo
talento di condottiero, certo ereditato dalla battagliera madre accanto
alla quale era cresciuto, e divenne Capitano di una banda di fanteria
leggera famosa in tutta Italia. Alla morte di papa Leone X, in segno di
lutto, il comandante fece velare di nero le insegne delle sue 'bande'
(cioè le strisce di cui erano composti i vestiti militari, detti
'divise' appunto perchè il colore faceva distinguere una banda
dall'altra). Da allora fu per sempre Giovanni 'delle Bande Nere'.
Precoce la sua fine, dovuta alla cancrena provocata da una palla di
falconetto che gli aveva fracassato il ginocchio durante la guerra
della Lega italiana contro Carlo V: una famosa lettera di Pietro
Aretino descrive il coraggio con cui il condottiero aveva tenuta alta
la lampada al chirurgo che gli amputava la gamba, e senza un gemito. Ma
fu inutile, Giovanni delle Bande Nere morì poco dopo di setticemia.
Aveva solo 28 anni e lasciava un orfano di nome Cosimo, avuto dalla
moglie Maria Salviati. E qui la storia di Giovanni continua a stupire.
Si dà il caso che Maria Salviati altri non fosse che una nipote diretta
di Lorenzo il Magnifico: il sangue del ramo primogenito si era dunque
innestato sul secondogenito, e il piccolo Cosimo ne era il risultato. E
fu a lui che, alla morte del Duca Alessandro, la nobiltà fiorentina si
rivolse per mantenere il governo mediceo. Cosimo, che aveva 18 anni,
era cresciuto con la madre Maria nella villa di Castello, lontano dagli
intrighi e dagli affari, ma seppe in breve prendere il potere e tenerlo
così stretto che i suoi figli e discendenti ressero fino al 1737 il
governo di una Toscana da lui stesso trasformata in Gran Ducato, cioè
in un regno riconosciuto da tutti i sovrani europei. La statua che
vediamo fu ordinata proprio da Cosimo come omaggio al padre. Avrebbe
dovuto collocarsi all'interno di San Lorenzo ma i lavori, affidati allo
scultore di corte Baccio Bandinelli, andarono per le lunghe: la base
rimase a lungo fuori della chiesa e quando la statua vi fu finalmente
posta sopra il risultato fu così deludente che lo spirito sempre arguto
dei fiorentini la ribattezzo "la balia di San Lorenzo". In effetti la
figura, non certo tra le migliori del Bandinelli, ha un petto
eccessivamente pronunziato e, nel suo insieme, è alquanto pesante anche
se si ispira, nella posizione seduta e 'pensante' alle Tombe Medicee di
Michelangelo. Altre due statue di Giovanni delle Bande Nere
si possono vedere nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio (sempre
del Bandinelli) e sotto il porticato degli Uffizi (scolpita da
Temistocle Guerrazzi e collocata nel 1855).