1_Piazza dell'Unità d'Italia _ _ _ Itinerario Tre
Obelisco in Piazza 
dell'Unità e abside 
di Santa Maria Novella
Tabernacolo con Madonna 
di Andrea della Robbia
L'ingresso al Quartiere di San Lorenzo dalla parte della Stazione
Centrale è forse il più popolare e per questo il più affascinante,
ricco com'è di storia e di rimandi alla vita più minuta e autentica
della città. L'accesso è da Piazza del'Unità d'Italia, appena voltate
le spalle alla Stazione e alla basilica domenicana di Santa Maria Novella.
Qui un tempo era uno "spiazzo", ovvero un pezzo di terreno incolto, che
il Consiglio della Repubblica Fiorentina aveva assegnato il 20 dicembre
1244 al domenicano fra' Pietro da Verona per accogliere i fiorentini
che accorrevano numerosi alle sue prediche. L'ultima grande adunata fu
nel 1279, quando la piazza ospitò uno dei primi, vani, tentativi di
pacificazione fra Guelfi e Ghibellini. Subito dopo questo fatto, la
costruzione della nuova basilica domenicana (quella che vediamo oggi)
con la grande piazza antistante svuotò quest'area della sua
destinazione originaria e la trasformò, col nome di Piazza Vecchia di
Santa Maria Novella, in un'area commerciale dove si tennero vari
mercati: prima degli ortaggi, poi della paglia, del fieno e infine
anche del carbone. E tale la piazza rimase per secoli, dominata dal bel
palazzo dei Cerretani (restaurato nel 1937, mentre si costruiva la
nuova Stazione di Michelucci, e oggi sede della Direzione delle
Ferrovie), da un tabernacolo rinascimentale che include orgoglioso la
sua "Madonna col Bambino" di Andrea della Robbia
(sull'angolo di via Sant'Antonino) e dal brutto obelisco eretto nel
1882 ("la voglia dell'obelisco" lo definirono i fiorentini). E fu
proprio in quest'ultima occasione che la piazza venne intitolata
all'Unità Italiana. Merita qualche parola il Palazzo dei Cerretani,
giunto alla famiglia in pieno Seicento dopo essere appartenuto ai
Lucalberti, alla vedova del condottiero Malatesta Baglioni (nel 1555),
ai Federighi e infine ai Della Scarpa, dai quali nel 1625 l'acquistò
Niccolò di Francesco della famiglia dei Cerretani (venivano da
Cerreto), che fino ad allora avevano abitato le case tra via Zannetti e
via de' Conti, con fronte sulla strada che ancora oggi porta il loro
nome. Fu probabimente il figlio di Niccolò, il senatore Giovanni
Cerretani, che fece ingrandire e abbellire questo edificio
mantenendogli però, in pieno Seicento, un carattere cinquecentesco che
includeva perfino una loggia rinascimentale a metà della facciata. Di
fronte, sulle antiche case appartenute ai Cenni, ai da Verrazzano e ai
Vernaci, sorse invece il Palazzo Carrega Bertolini, occupato in seguito
dall'Albergo Baglioni, che fino al secondo dopoguerra avrebbe ospitato
la migliore società fiorentina nella sua Sala da Té. Un'ultima nota per
ricordare che su questa piazza, in epoca napoleonica, era stata montata
la ghigliottina, "la vedova", com'era chiamata. Ma a Firenze, per
fortuna, non se ne ricorda alcuna vittima.