5_Via dell'Alloro _ _ _ Itinerario Tre
Lapide in ricordo del chirurgo
Ferdinando Zanetti 
all'imbocco di via de' Conti
Busto di Ferdinando II sul 
Palazzetto di Giovanni Nardi
La strada prende forse nome da una o più piante di alloro che si
dovevano trovare fuori delle mura del 1172, che qui in fondo,
all'incrocio con via del Giglio, avevano una delle loro "pusterle" di
ingresso. Un'altra ipotesi è quella dello storico Vincenzo Carocci, che
su "L'Illustratore fiorentino" del 1808 scriveva "Potrebbe anche darsi
che cotesto nome derivasse da una osteria posta nel chiassolino, oggi
chiuso, che passava dietro alle case dei Cappelli e dei Carnesecchi, in
continuazione col chiasso degli Armati". Si vuole che in questa via
abitasse anche Giotto, dopo essere stato con Cimabue in Borgo Allegri.
Inoltrandoci rapidamente possiamo notare, al numero 3, l'Oratorio di
San Bartolomeo, costruito alla fine del Cinquecento dalla Compagnia dei
Pizzicagnoli di cui il Santo era protettore. Molto bello, al numero 13,
è poi il palazzetto costruito da Giovanni Nardi, morto nel 1655, medico
di fiducia di Ferdinando II de' Medici,
che ebbe il permesso di apporre sul portone il busto del suo regale
paziente.
Tornati su Via de' Conti, troviamo al numero 1 la casa dei Cappelli,
ricostruita come le altre sul fronte di Via Cerretani per
l'allargamento ottocentesco della strada, e come le altre poco
significativa. Sulla facciata, una lunga lapide in memoria del medico
Ferdinando Zannetti, che qui visse ma il cui nome fu, curiosamente,
dato alla strada di fianco: sull'altro lato della Forca. Raggiungiamola
passando da Via Cerretani, ovvero girando a sinistra intorno all'unico
palazzo che occupa quest'area, Palazzo Ruspoli, il cui piano terreno è
occupato in gran parte da una banca, e girando poi ancora a sinistra.
Una lapide ci ricorda che siamo sul Canto de' Rondinelli, in un'area
dove si apriva un tempo la Piazza della Legna, detta così per il
mercato che vi si teneva di legna da ardere, che proseguiva con la Via
del Fornaio della Forca (una bottega nata per la vicinanza della
materia prima da bruciare?). Ricordiamo che fino al 1172 questa era
un'area di confine della città: oltre Via del Giglio c'era la campagna.