 |
6_La Forca: Via Zannetti
_ _ _ Itinerario Tre |
 |
Ferdinando Zannetti è il nome del chirurgo divenuto celebre per aver estratto a Pisa il 23 novembre 1862 la pallottola dal piede di Giuseppe Garibaldi, ferito sull'Aspromonte. Ma Zannetti non era l'ultimo venuto: già decorato con la medaglia d'onore per la sua eroica assistenza ai soldati nella battaglia di Curtatone, aveva esercitato per 22 anni all'Arcispedale di Santa Maria Nuova e aveva parallelamente condotto una vita da vero scienziato e un'attività politica da repubblicano fervente, tanto che nel 1860, nominato senatore del Regno d'Italia, non si era presentato al giuramento per non tradire i suoi ideali. I suoi "Studi sui ferimenti del cuore" sono la prima opera sistematica sulle ferite traumatiche cardiache. Morì a Firenze il 3 marzo 1881 all'età di 79 anni. Prima di procedere lungo la brevissima Via Zannetti e tornare alla Forca, notiamo sulla facciata del numero 2 una lapide con poche e un po' misteriose parole che ricordano un'altra persona ben nota ai suoi tempi e oggi dimenticata. L'iscrizione, a grandi lettere, dice: "Qui abitò Corilla nel secolo decimo ottavo". Si tratta di Maddalena Morelli, nata nel 1730 nei dintorni di Pistoia, moglie separata di un dignitario spagnolo. Molto bella e con una buona fama di poetessa estemporanea, fu ribattezzata "Corilla Olimpica" quando, per il Giubileo del 1775, giunse a Roma con una piccola schiera di cortigiani e fu presentata in Arcadia. Ma se l'imperatrice Maria Teresa amava le sue liriche, se il granduca di Toscana l'apprezzava per la sua bellezza e Casanova volle conoscerla di persona durante un viaggio a Pisa (essendo però da lei ignorato, come ammette nelle sue "Memorie"), non tutti apprezzavano le rime di Corilla. Qualcuno la definiva "stridula gazza", altri "impudicissima meretrice" e il governatore di Roma sfrattò ben presto la "pastorella" e il suo piccolo gregge di ammiratori. A Corilla, donata la corona d'alloro d'Arcadia alla chiesa pistoiese di Santa Maria dell'Umiltà, non restò che far ritorno al suo salotto di via della Forca, che riprese il suo ruolo di ritrovo di nobili e intellettuali fra cui il poeta israelita Salomon Fiorentino, il conte russo Orloff e il generale còrso Pasquale Paoli. Persino il giovane Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, aveva tenuto un concerto per lei nel 1770. Alla sua morte, il generale francese Miollis volle darle onoranze funebri nel Salone della Magliabechiana... si dice per far dispetto all'Alfieri, che in quegli anni viveva a Firenze e che pochi mesi prima aveva rifiutato l'omaggio degli invasori napoleonici. Proseguiamo ancora e, quasi sull'angolo dell'antica Forca, troviamo al numero 8 l'ingresso principale di un edificio illustre, il Palazzo Martelli. L'acquisto si era reso necessario perchè i Martelli avevano ceduto alcune loro abitazioni sulla Via degli Spadai (oggi Via Martelli) per permettere all'Ammannati di ingrandire il convento di San Giovannino (vedi itinerario 1). Insieme alla famiglia, i Martelli trasferirono alla Forca i loro archivi e le raccolte d'arte, comprese le opere realizzate per loro da Donatello: come il "San Giovanni Battista" oggi al Bargello e lo straordinario stemma col leone rampante che fino a pochi anni fa troneggiava sul loro scalone d'onore. Lo stemma donatelliano, così come il Palazzo e i suoi arredi, sono oggi di proprietà dello Stato italiano, al quale sono giunti dopo una complessa vicenda ereditaria, e sono affidati alle cure della Soprintendenza. Il Palazzo, che in alcune stanze ospita una delegazione del F.A.I. (Fondo Ambiente), ha ora bisogno di un lungo lavoro di ristrutturazione e adeguamento degli ambienti, nonchè di schedatura e ordinamento delle opere. Ha tutte le carte in regola per diventare un vero museo e si spera che un giorno non lontano possa essere almeno in parte visibile al pubblico. Come si può notare l'area della vecchia Forca, pur quasi nascosta, dimostra di essere stata abitata dalle maggiori famiglie della città, che tra la prima e la seconda cerchia cominciarono a costruire non più case-torri ma veri, nobilissimi palazzi. Siamo tornati intanto su Piazza Madonna e, prima di proseguire, conviene fermarsi per una visita alle Cappelle Medicee, che comprendono la Sacrestia Nuova di Michelangelo e la Cappella dei Principi con i sepolcri dei Medici. |
|
 |